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Paragrafo 7 . L'Unione Sovietica da Stalin a Kruscev.

     
Fra  tutti  gli stati belligeranti l'Unione Sovietica era  quello  che
aveva subito i maggiori danni: venti milioni di morti, la devastazione
delle  infrastrutture  (due terzi della rete ferroviaria  erano  fuori
uso)  e  delle installazioni produttive, la produzione agricola  quasi
dimezzata.  La  ricostruzione, per la quale vennero  impiegate  enormi
risorse  finanziarie  e  una  quantit  notevolissima  di  manodopera,
avvenne  in tempi rapidi: nel 1950 la produzione aveva gi superato  i
livelli  prebellici. La crescita per era squilibrata: vennero infatti
privilegiate  l'industria pesante e la ricerca  tecnologica,  ritenute
necessarie  per favorire lo sviluppo generale del sistema economico  e
per  competere, specialmente in campo militare, con gli  Stati  Uniti;
continuarono invece ad essere sacrificate la produzione  dei  beni  di
consumo e quella agricola. In quest'ultimo settore il rigido controllo
dello  stato,  che  imponeva bassi prezzi di vendita,  determinava  lo
scontento dei produttori.
     Altro  urgente problema era quello degli alloggi: le devastazioni
della  guerra  avevano  infatti provocato 25 milioni  di  senza  casa;
inoltre  la  mobilitazione per lo svilupppo industriale nel dopoguerra
comportava  una  crescente  urbanizzazione,  cosicch,  nonostante   i
cospicui  fondi  destinati  all'edilizia, moltissimi  cittadini  erano
costretti  a  vivere  in  situazioni  di  grave  disagio.  Le   misere
condizioni   abitative  e  la  "coabitazione",  insieme  alla   scarsa
diponibilit di beni alimentari e di consumo, determinavano  un  basso
livello di vita per gran parte della popolazione.
     Sul  piano  politico istituzionale la guerra aveva accentuato  la
preminenza della Russia sulle altre repubbliche e l'accentramento  del
potere  nelle mani del partito comunista dell'Unione Sovietica (PCUS),
ma aveva soprattutto fatto aumentare il prestigio personale di Stalin,
indicato dalla propaganda ufficiale come il principale artefice  della
vittoria   contro  il  nazifascismo.  Nel  dopoguerra,  facendo   leva
sull'esigenza di effettuare in tempi rapidi la ricostruzione  e  sulla
necessit di difendere il socialismo dalle aggressioni esterne, Stalin
acquis definitivamente un potere personale assoluto. Questo si  fond
anche  su un solido inquadramento ideologico della popolazione  e  sul
massiccio  impiego di metodi repressivi. La cultura e  l'arte  vennero
indirizzate verso la sistematica celebrazione delle opere del regime e
l'esaltazione della figura di Stalin, che divenne oggetto di un vero e
proprio culto della personalit. Un potente apparato poliziesco  colp
con  l'epurazione,  la deportazione, l'internamento  o  l'eliminazione
fisica un vastissimo numero di dissidenti.
     Con  la  morte di Stalin, avvenuta il 5 marzo 1953,  si  apr  un
capitolo
     
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     nuovo  nella  storia dell'Unione Sovietica: finiva una  dittatura
durata  quasi  trent'anni,  che fino all'ultimo  aveva  infierito  sui
dissidenti o sospetti tali. Dopo un breve interregno, che vide imporsi
una  direzione  collegiale del partito e dello  stato,  una  posizione
preminente venne assunta dal nuovo segretario del partito Kruscev.  La
sua  clamorosa denuncia dei crimini staliniani, presentata  nel  corso
del ventesimo congresso del PCUS nel 1956, provoc una forte scossa in
tutto   il   mondo   comunista  e  dette  il  via   al   processo   di
destalinizzazione. La relativa liberalizzazione del  sistema  politico
fu  accompagnata da tentativi di decentramento economico  nel  settore
agricolo  finalizzati a stimolare una maggiore produttivit.  Notevoli
progressi  vennero  compiuti in campo aerospaziale,  testimoniati  dal
lancio del primo satellite artificiale, lo Sputnik primo, nell'ottobre
del  1957, e dal primo volo orbitale di una nave spaziale con a  bordo
un uomo, Jurij Alekseevic Gagarin, il 12 aprile 1961.
     In  politica  estera Kruscev altern un atteggiamento distensivo,
culminato con la visita negli Stati Uniti nel 1959, a una politica  di
potenza, caratterizzata da momenti di grave tensione nel 1961,  quando
venne  eretto il muro di Berlino, e nel 1962, in seguito alla scoperta
di  basi missilistiche a Cuba. Ambivalenti furono anche i rapporti con
i  paesi socialisti: dopo la riconciliazione con la Iugoslavia di Tito
nel  1955  e  lo  scioglimento del Cominform nel 1956,  ci  furono  la
sanguinosa  repressione in Ungheria e la rottura dei rapporti  con  la
Cina.
